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Tre lavori veri. Il prompt e il risultato, uno accanto all’altro — e quello che c’era prima, che di solito non si vede.

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01 Poche foto sgranate, e uno schermo da cinema Guarda il video →

01 · Anniversario Orange1 · 2025

Poche foto sgranate,
e uno schermo da cinema

È cominciata da una chiacchierata fra amiche. Ho qualche fotografia dell’auto, nessuna in alta risoluzione, e non posso scattarne altre: è una sorpresa per l’anniversario dell’azienda. Si può fare qualcosa lo stesso?

Il difficile non era il video: era dove sarebbe finito. Uno schermo da cinema ingrandisce tutto, e un difetto che su un telefono nessuno nota lì lo guardano centinaia di persone insieme. Si partiva da immagini che quello schermo non avrebbe retto.

L’auto è stata rimessa in movimento a partire da quelle fotografie, e portata alla qualità che una proiezione richiede. Non si poteva tornare indietro a scattarne di migliori: si lavorava con quelle, e basta.

La serata si è aperta così, in un cinema di Vicenza. Il CEO non ne sapeva niente.

Da fotografie a bassa risoluzione · generazione video con Kling 1.6 · proiezione in sala

Art director Federica Bortolamai. AI filmmaker Barbara Novara.

02 Una sola foto, rovinata

02 · Sanfront · da un solo fotogramma

Una sola foto,
rovinata

Il punto di partenza era un’immagine sola, d’epoca e danneggiata. Non un servizio fotografico da ritoccare: uno scatto, con quello che era sopravvissuto.

Attorno a quel poco è cresciuta una scena intera, capace di reggere lo sguardo da vicino. Poi è arrivata la richiesta di cambiare il colore della canotta, e l’immagine ha retto anche quella: è qui che si vede la differenza fra un ritocco e una scena che esiste davvero.

Trascina la leva: a sinistra l’originale, a destra la ricostruzione.

Ricostruzione da singolo fotogramma · storyboard generato · varianti su richiesta

Progetto realizzato per Areavideo S.r.l.

03 Un marchio che non esiste Sfoglia le 64 pagine →

03 · AMALUR · concept

AMALUR,
un marchio che non esiste

Una linea di cosmetica mai prodotta, e la campagna che la tratta come se fosse già sugli scaffali. Il nome viene da Amalur, la Madre Terra della mitologia basca: la dea da cui nasce la vita, e che si rigenera senza sprechi.

Cinque prodotti con la loro formula, il packaging in vetro e alluminio, il verde smeraldo del marchio, i claim in tre lingue, il pubblico a cui parla, le campagne dei concorrenti da battere. Una posizione precisa, che è anche la parte più difficile: pro-age, non anti-age — nessuna promessa miracolosa, la pelle trattata come un ecosistema che cambia.

Di quel marchio non esiste un solo flacone. Ogni fotografia, ogni confezione, ogni scena della campagna è stata generata: è il modo per vedere se un’idea funziona prima di spendere in produzione, non dopo.

Questo servizio fotografico non è mai stato scattato. Non esiste il ramo, non esiste la luce di quel pomeriggio, non esiste il flacone. Non esiste il marchio.

Identità di marca · linea prodotti · campagna · social, stampa e affissione

La campagna in movimento

Le sessantaquattro pagine della campagna si sfogliano dalla scheda qui a destra. Sono volutamente a bassa risoluzione: per vederla per intero, in alta qualità, scrivimi.

ITEN

Stanza A · si resta dentro